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L'uomo (testo)


Canzone per la prima volta pubblicata nell'album "L'isola non trovata" del 1971



Senza l'ultima parola, frase saggia da citarsi,
pieg˛ il capo sul cuscino quasi per addormentarsi,
senza un grido, senza un nome, senza motti, senza un suono,
nŔ il rumore di battaglie, era morto un altro uomo,
rest˛ solo qualcosa che vol˛
nell'aria calma e poi svaný,
per dove non sapremo mai.
mai, mai, mai, mai, mai...

C' era buio nella stanza, di malato un greve odore
e una lieve, pazza danza di mosconi in amore;
lievi ronzan le preghiere, poi qualcuno se n'Ŕ accorto:
si alz˛ atroce nella sera, solo un chiaro grido: "E' morto!"
Rest˛ solo qualcosa che vol˛
nell' aria calma e poi svaný
per dove non sapremo mai
mai, mai, mai, mai, mai...

Svelti accorrono gli astanti: "Com'Ŕ morto?", "Com'Ŕ andata?"
Sfrigolava ormai sui pianti la candela giÓ bruciata;
gli composero le braccia, si ravvi˛ la rada chioma,
ondeggiava sulla faccia del rosario la corona:
rest˛ solo qualcosa che vol˛
nell'aria calma e poi svaný
per dove non sapremo mai,
mai, mai, mai, mai, mai...

Si frug˛ dentro ai ricordi di una vita ormai finita,
si guard˛ dentro ai cassetti colmi di carta ingiallita:
"Questa foto Ŕ per la figlia." "L'orologio qui a chi tocca?"
"Meglio gli chiudiate gli occhi." "Meglio chiudergli la bocca."
Rest˛ solo qualcosa che vol˛
nell'aria calma e poi svaný
per dove non sapremo mai
mai, mai, mai, mai, mai...

Si riuniscono i parenti, si rincorrono i ricordi,
giÓ si parla delle spese, giÓ si senton pianti sordi:
qualche spicciolo lasciato provoc˛ parole accese
che volarono sul letto e copriron le candele;
rest˛ solo qualcosa che vol˛
nell'aria calma e poi svaný
per dove non sapremo mai,
mai, mai, mai, mai, mai...

Uno schiaffo fa tacere anche i giochi dei bambini,
son calate le serrande, neri sfilano i vicini.
Le ghirlande hanno gettato la tristezza sulle scale,
fra i parenti addolorati se ne scende il funerale,
rest˛ solo qualcosa che vol˛
nell'aria calma e poi svaný
per dove non sapremo mai,
mai, mai, mai, mai, mai...

Una vita: quante cose dice il prete in due parole;
lo ringraziano gli astanti, via l'inverno, c'Ŕ giÓ il sole,
chiacchiere, risate lievi, vanno per il cimitero,
restan fiori con le scritte, resta al vento un drappo nero,
rest˛ solo qualcosa che vol˛
nell'aria calma e poi svaný
per dove non sapremo mai,
mai, mai, mai, mai, mai, mai...


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