
Pressing su Guccini (12 gennaio 2008)
Forse inquietato dalle dichiarazioni di Guy Hands, nuovo proprietario della EMI che minaccia migliaia di licenziamenti per risanare i conti, Marco Alboni, vice amministratore delegato di Emi Italia, ha dichiarato di essere “abbastanza fiducioso” nei confronti del nuovo anno: l’etichetta (che Guccini chiama "Iemai" vedi il filmato sotto) ha infatti in programma alcune importanti pubblicazioni che potrebbero portare maggiore serenità all’azienda. Alboni annuncia imminente l'uscita dei dischi di Ferro, Vasco, Fossati e Cammariere, spingendosi perfino a dare per certo un nuovo disco di Guccini entro Natale 2008. (Stevan Ciofanskj) Arcoiris TV: Guccini presenzia (10 gennaio 2008)
Finalmente on-line la presentazione del libro "Di questa cosa che chiami vita" tenutasi al mulino di Pàvana il 23 novembre 2007. Gli autori Salvarani e Semellini discutono per sessanta minuti col Guc di canzoni, libri, di P2P e di MP3, della crisi della EMI, di Rino Gaetano e del figlio di Renzo Fantini, della filosofia di Husserl, di Borges e di Saulo, di teologia "gucciniana", del concetto di "medesimezza" coniato dal Prof. Vecchioni, dell'orizzonte di K.D., della tunichetta del guru della violinista Tony Marcus e perfino dell'autore di questo tragico sito.
Da centellinare senza fretta, inventando qualche balla per eclissarsi dal consueto breefing mattutino in ufficio.
Gli sventurati che non lo possono fare si consolino con questo prezioso "bonus track": in un'unica foto riunite le ispiratrici di "Vorrei" e "Culodritto". (Stevan Ciofanskj)
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Quel che stai vedendo è un vecchio
servizio, datato 1978 ma rimandato in onda più
recentemente da Rai 2, con Francesco
Guccini dedito in una scrupolosa esegesi de "L'avvelenata".
Per altre curiosità
audio-video salta qui.
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Se Fabrizio De André è stato un poeta della canzone. Se Francesco De Gregori è un intellettuale con la chitarra. Guccini è la sintesi di entrambi. Guccini non ha di De André l'immediatezza, la folgorazione. Non ha il ragionamento distaccato di De Gregori. Ma ha tutto il resto. Ironia, senso della storia, capacità di indignarsi, impegno politico vissuto con sospetto, curiosità verso il mondo. Roberto Cotroneo, giornalista e scrittore
Sapeste quante scopate che ci ho dato sulla schiena quando invece di studiare si metteva a suonare in camera sua con quelli dell'Equipe 84? Ester Prandi, la sua mamma
Se dovessi azzardare, in due parole, qual è il denominatore comune dei testi di Guccini direi che è la gioia dell'impegno, la gioia di combattere le ingiustizie, la gioia di non essere come quell'Italia egoista e volgare vorrebbe che fossimo. Vincenzo Cerami, giornalista e scrittore
Francesco io lo vedo come un albero, con delle radici solidissime, ben piantate in via Paolo Fabbri 43 o a Pàvana. Red Ronnie, ex-bancario, ex-cantante, adesso presentatore tv
Di Guccini porto nella memoria le bottiglie. Un tipo che come lui ha bevuto un Mar Caspio di vino dimostra che l'alcool non è affatto contrario all'arte. Stefano Benni, scrittore
La Locomotiva è una delle ballate più belle mai scritte in Italia. C'è tutto il secolo in sintesi: il mito del progresso, l'anarchia, i fantasmi e le urgenze di un'epoca pulsante. Sergio Staino, disegnatore e creatore di Bobo
L'opera di Guccini mi orienta come una mappa piena di luoghi da scoprire e inventare. L'avevo già intuito quando andai al primo concerto a Mantova, ne ho avuto la conferma quando mi ha accompagnato in Argentina: un sedentario come lui è riuscito a schiudermi il coperchio del mondo. Patrizio Roversi, comico-viaggiatore
Quella di Guccini è la voce di quello che un tempo si diceva il "movimento". Oggi, semplicemente una voce di gioventù. E cioè di granitica coerenza con il proprio linguaggio e pensiero. Nella sua opera c'è un discorso interminabile: sull'ironia, sull'amicizia, sulla solidarietà. Dario Fo, premio Nobel per la letteratura
Nostalgie, amori, senso delle relazioni. Il sentimento dello scorrere delle cose. Tutto questo Francesco lo sa raccontare con una grazia speciale. Sandra Petrignani, scrittrice
Se mi avessero dato venti lire ogni volta che ho ascoltato "Incontro" mi ci sarei comprato un biglietto aereo da farci il giro del mondo. Conosco tutte le canzoni di Guccini a memoria. Quando sono andato cercarlo a Pàvana e mi si è dischiuso in tutta la sua grandezza, è stato come essere davanti alla Madonna di Loreto. Leonardo Pieraccioni, comico - attore - regista e anche un po' cantautore
Francesco Guccini diventò, per anni e anni, fino all'università e anche oltre, la colonna sonora di quel mio passato irrequieto e provinciale, conteso fra i treni rugginosi che mi portavano verso Bologna e le highways californiane dei miei scrittori preferiti, che mi portavano, con la fantasia, nel territorio del mito americano. Tramite Guccini studiai, per la prima volta seriamente, il greco. Scoprii che Guccini era un poeta conviviale del ventesimo secolo, come lo erano Alceo e Orazio nei loro tempi. Pier Vittorio Tondelli, scrittore
Guccini è uno che trent'anni fa, ancora studente, magro, lungo e squattrinato, era un tormento quotidiano: flipperista smodato, tutti i santi giorni che Dio manda in terra, era un continuo: "Dai prestami cento lire che faccio una partitina, vedrai, batto il record". Era una tassa giornaliera alla quale nessuno degli amici più affezionati riusciva a sottrarsi, praticamente uno stipendio. Guido De Maria, il testimone alle sue prime nozze
Guccini è forse il più colto dei cantautori in circolazione: la sua è poesia dotta, intarsio di riferimenti. Guccini è un cantore da vaste pianure. Guccini è omerico, procede per agglomerazione, ha una gran sfacciataggine nell'osare una metafora dietro l'altra. Umberto Eco, semiologo
E' il solo cantautore che si può ascoltare mentre uno legge o studia, quindi il solo cantante italiano che si può ascoltare con l'orecchio del cuore. Roberto Roversi, poeta
Abbiamo delle nonne in comune io e Guccini. Fa piacere avere tra i parenti un tipo come lui. Sembra che non si sia mai allontanato da Pàvana, e racconta storie che hanno come scenario quei paesaggi che hanno accompagnato anche la mia infanzia: col cuore e le parole dei poeti. Enzo Biagi, giornalista
De André era l'unico poeta della canzone d'autore. Gli altri, me compreso, con l'eccezione forse di Guccini, sono bravi, non poeti. Roberto Vecchioni, cantautore e musicologo
Guccini è un contadino becero dell'Appennino tosco-emiliano che sa raccontare come quei contadini non si siano scrollati di dosso i costumi dei loro bisnonni. Enzo Siciliano, scrittore e curatore della collana "I Meridiani" di Mondadori
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