Sottotenente Francesco Guccini (21 dicembre 2007)
A Trieste, con l'ingresso della Slovenia in area Schengen, si festeggia la caduta dell'ultimo muro della "Guerra fredda": il confine, "la porta di Gorizia", da dove sarebbero arrivati i carri armati del Patto di Varsavia, in caso di guerra. Negli anni sessanta tutto lo schieramento militare italiano era fondato sui cosidetti "fanti di arresto". In pratica: in caso di invasione nemica sparute unità di "valorosi" sarebbero state sacrificate per permettere al grosso dell'esercito di trincerarsi sul Tagliamento, sperando nel celere intervento degli americani. Da qui la loro più popolare denominazione di "fanti da arrosto". Caso volle che il plotone "anticarro" comandato dal Sottotenente Francesco Guccini fu prescelto per questo ingrato compito. Unico conforto, almeno nelle frequenti esercitazioni, era di sentire via radio il modenese Franco Fini Storchi, suo chitarrista nei "Gatti", dislocato in un reparto avanzato di trasmissioni della Folgore. In caso di bisogno tuttavia i suoi uomini avrebbero potuto contare sulla copertura di pochi carri armati italiani, purtroppo comandati da un certo Bonvi, futuro disegnatore di Sturmtruppen. (Stevan Ciofanskj) Salomone Pirata Pacioccone (20 dicembre 2007)
L'amico bolognese Guido De Maria spiega che Guccini aveva preparata anche le musiche del Pirata Pacioccone che poi invece fece il fiorentino Franco Godi: il video. (Stevan Ciofanskj) Tango e gli altri: appuntamento a Forlì (19 dicembre 2007)
Al teatro di Forlì alle 21, con Loriano Macchiavelli, Francesco parla di "Tango e gli altri". (Stevan Ciofanskj) Un Guccini per Cresima (11 dicembre 2007)
Leonardo Pieraccioni sfida la scaramanzia e presenta il film non al solito cinema Manzoni di Rifredi, ma nel centralissimo Odeon, il più bel cinema di Firenze, uno dei pochi rimasti in centro dopo l'avvento delle multisale, dove sopra lo schermo troneggia il motto: "Chi vuol esser lieto sia, di doman non c'è certezza". Prima della proiezione del film ai critici (e parenti e amici) ha ricordato che per la cresima si fece regalare il celebre manifesto dei concerti di Guccini, che poi appese in salotto. Leggi la recensione dell'Espresso. (Stevan Ciofanskj) Come il Padre Nostro: vecchie e nuove strofe di "Dio è morto" (9 dicembre 2007)
Fiorella Mannoia canta "Dio è morto" su Rai3 -"Parla con me" e quando Serena Dandini le fa notare che ha cambiato un paio di versi ("..la TUA generazione ormai non crede";...."in TUTTI i campi di sterminio..") e le chiede se ha chiesto il parere a Guccini, Fiorella tergiversa, dicendo poi che no, non lo ha chiamato. Allora Serena Dandini si rivolge a Francesco che contattato segretamente via telefono irrompe in trasmissione. "Sono in un parcheggio, stremato dalla visita di due mercatini di Natale trentini. Anche in questi "Dio è morto"! Poi dice che ha apprezzato la versione e "i ritocchi". (Stevan Ciofanskj) Premio Scerbanenco: vince Tango e gli altri (8 dicembre 2007)
"Tango e gli altri. Romanzo di una raffica, anzi tre" vince il Premio Scerbanenco con la seguente motivazione: “Imperniato su un lontano delitto dei giorni delle brigate partigiane, il romanzo esprime, con collaudata perizia narrativa, un attualissimo desiderio di non rifuggire le verità della Storia. Ritrovando felicemente il maresciallo Santovito, gli autori impastano la narrazione di umanità e pietas italianissime che non impediscono di scegliere, anche tanti anni dopo la ferita della Guerra, da che parte stare”. (Stevan Ciofanskj) Gli etnomusicologi votano Guccini (2 dicembre 2007)
"Di questa cosa che chiami vita". Nuova presentazione alla Facoltà di Lettere di Trento, alle 11 del 7 dicembre, presente Ellade Bandini, vera miniera di aneddoti gucciniani: "Se avete imparato a suonare la chitarra da Guccini, la suonate proprio male" ha detto scherzosamente ""Guccini è grande - ha continuato Bandini - ma non funziona quando scrive per obbligo, com'è successo per la canzone dedicata a Carlo Giuliani, ucciso a Genova ("Piazza Alimonda") e invece si sente quando è ispirato, e la melodia rispecchia esattamente il testo. Penso alla "Locomotiva", ad "Auschwitz", ma anche alla più recente "Van Loon", che è così bella che non la facciamo mai dal vivo perché a metà delle prove ci mettiamo a piangere come vigne".
La docente di etnomusicologia Francesca Cassio, nella sua lezione, ha definito Guccini "un vero poeta popolare, erede della migliore tradizione folclorica italiana, e in particolari dei poeti dell'ottava rima del Monte Amiata".
E la sera il concerto che conclude il tour. (Stevan Ciofanskj)
TIP: sfoglia l' archivio (sei sulla pagina 2 di 5)
1
2
3
4
»
|