viafabbri43.net
Francesco Guccini all'Universitai'
di "Marsi"

A partire dal novembre 2000 Roberto Vecchioni ha tenuto presso il DAMS di Torino un corso sulla "storia della canzone d'autore", corso che io ho seguito solo in parte e in veste di curiosa, non essendo iscritta a quella facoltai'.
Le lezioni che assolutamente non ho voluto perdere sono state quelle finali, interamente dedicate alla figura e all'opera di un collega particolarmente caro al professore, e cioe' proprio il nostro beneamato Francesco Guccini.
Sono state ore piacevolissime, a dispetto delle disagevoli condizioni materiali (mi ritrovavo invariabilmente appollaiata sui gradini di un'aula super-affollata e surriscaldata) e del gracchiante impianto acustico universitario, impietoso nello storpiare le belle canzoni imprudentemente affidategli. Vecchioni ha "spiegato", se cosi' si puo' dire, uno stralcio in particolare della produzione gucciniana, ossia i brani che meglio esemplificavano la tematica prescelta: "Guccini uomo del DUBBIO" (con un viaggio metaforico avviato sull' "Isola non trovata" fino ad approdare a "Bisanzio"). In realtai' gran parte della lezione era sempre dedicata al racconto di aneddoti, indiscrezioni, esperienze comuni e soprattutto all'elogio (quasi) incondizionato dell'amico e maestro Francesco.
Eh si', perche' il professore, quando parlava di lui, diventava incredibilmente umile, benevolo: si inteneriva nel ricordo, si sminuiva nel confronto, si trasfigurava e con slancio esibiva sviolinate che neanche Paganini... Non fosse per la fama di estimatore del gentil sesso che lo accompagna, Vecchioni avrebbe fatto addirittura sorgere qualche dubbio: davvero i suoi sembravano i discorsi di un innamorato!!
Non so quanti musicisti viventi possano oggi vantare l'essere stati oggetto di un corso universitario, con tanto di mallopponi di dispense e libri di testo, note al margine per ogni verso, applausi in aula e persino il temibile (?) esame finale. Il tutto condito da un continuo climax di epiteti: poeta, genio, vate, oracolo e via dicendo.
Comunque: ciliegina su questa succulenta torta avrebbe dovuto essere la presenza di Francesco all'ultima lezione, per rispondere alle nostre domande e magari deliziarci un po' con il canto. E invece soltanto una settimana prima il vile ha fatto sapere che per improrogabili impegni all'estero (impegni all'ESTERO?!!) non avrebbe potuto raggiungerci.
Lascio immaginare lo scorno di noi studenti e del povero Vecchioni, avvilito per la figuraccia e per la furibonda lite (cosi' ci ha raccontato) con l'amico.
Alla fine siamo stati risarciti dalla visita di Eugenio Finardi che, insieme a Vecchioni, ci ha regalato una indimenticabile lezione-concerto.
Riguardo invece all'incontro torinese, al salone del libro, posso finalmente confermare che c'e' stato! Questa volta Guccini si e' presentato senza fallo (ehm) nel luogo e all'ora stabilita. Sono anzi stata molto fortunata, infatti il pubblico del salone del libro e' accorso cosi' numeroso per ascoltarlo, che molta gente e' rimasta fuori dalla sale delle conferenze.
Anche se in questo caso conferenza era un termine un po' riduttivo... In ordine: il nostro si e' presentato con la solita camiciona scura, proprio come quella che Vecchioni aveva un giorno al corso e che ha cosi' commentato: "Questa me l'ha regalata Francesco... e' otto taglie meno della sua e mi sta grande lo stesso!".
In effetti visto dal vero e' proprio un gigante (in realtai' a me ha ricordato piuttosto un orso bruno, ma non vorrei tradire la memoria del corso di cui sopra con un paragone tanto dissacrante...).
Come prima chicca della serata abbiamo avuto un consiglio su cosa leggere "In quei momenti intimi, per i quali decisamente Spinoza non e' adatto" -al cesso, ha prosaicamente interpretato l'intervistatore- "Non saprei cosa possa aiutare nello svolgimento di quella attivitai'... ecco, ci sarebbe forse una biografia uscita da poco...".
Se "resistenza" era la parola d'ordine dell'immediato dopo-elezioni quella sera, senza voler strafare, Guccini e' stato un resistente irresistibile. Ma argomento ufficiale dell'incontro erano i libri.
Eccolo dunque cimentarsi in un dettagliato resoconto delle sue letture infantili e giovanili, delle sensazioni provate con questo o quello scritto -"Mi turbava molto l'aggettivo turgido"-, delle esperienze in qualche modo legate ai libri.
A questo punto mi chiedo: le ragazze che ai tempi rifiutarono i volumi di poesia regalatigli da Guccini -una selezione dello stil novo, "I fiori del male"- si stanno oggi mangiando le dita dal rimorso? Forse no...(naturalmente Vecchioni per completezza ci ha narrato anche la travagliata vita sentimentale del collega, invitandoci ad approfondire l'argomento...).
Dalla giovinezza alla maturitai', passando attraverso aneddoti -l'immaginario gioco del Farfa, i personaggi da osteria-, che poco sembravano avere a che fare col tema letterario, ma che in realtai' anticipavano il salto al suo ruolo di autore, costituendone il sostrato, l'ispirazione.
Per scoprire che Machiavelli non sa come e' fatto un salice, e che "ammazzare" i propri personaggi cammin facendo e' un po' una valvola di sfogo.
Interessante l'accenno alle gare di poesia orale, di cui Guccini stesso e' un occasionale partecipante, ed esilarante Leopardi in pistoiese, una performance estorta a furia di insistenze dall'intervistatore . Per finire qualche domanda, alcune graziose -"Dov'e' il fiasco del vino?", altre un po' meno -quelle di chi le prepara a casa una settimana prima, infarcendole di citazioni ad hoc per ostentare la propria devozione al personaggio ("abbasso il Milan, w Coppi", tanto per ricadere io stessa nello stereotipo...).
Alcune disperate -sul 13 maggio-, altre particolarmente adatte all'occasione: "Mi consigli un libro!", l'unica della quale purtroppo mi e' sfuggita la riposta. Alla fine quest'omone mastodontico, rivolto alla platea, ha inibito qualsiasi ulteriore curiositai' proclamando con sguardo supplice, da bimbo: "Ho fame, non ho ancora cenato!!".
No comment. Che altro dire? Spero che la bambina che ho visto avanzare coraggiosa e furtiva verso il palco sul finire dell'intervento sia riuscita a far firmare il libro che aveva con se'. Spero anche di ritrovarmi presto in mezzo ad un pubblico di tutte le etai' intrattenuta dalla rotolante voce di Francesco Guccini - magari in versione cantante.