
Fanta-intervista di Michele Serra a Guccini
pubblicata su "Contro!",
supplemento a "Cuore"
BOLOGNA - Ormai non resta che confessare, sperando nella clemenza delle autorita' statali ed ecclesiastiche. Prima le implacabili accuse del Santo Padre
e del cardinal Biffi sui costumi sessuali sfrenati della citta'; oggi la
raffinata ma vigorosa polemica del deputato nazi-skin Filippo Berselli (detto
"esprit de finesse") che ha definito Bologna "la citta' piu' culattona del
mondo". Ormai la citta' e' sola di fronte alle proprie responsabilita': e i
nervi cominciano a saltare.
E' un insospettabile - il popolare cantautore Francesco Guccini - a decidere,
per primo, di dare l'esempio, confessando pubblicamente le sue colpe. Ci riceve
nella sua sfarzosa abitazione di via Paolo Fabbri 43, tra i cimeli equivoci
raccolti lungo una vita di depravazione: tavoli, sedie, libri, addirittura
quadri, insomma i classici simboli del mondo gay.
"Non potevo piu' sopportare il peso del rimorso - esordisce Francesco con la
caratteristica voce effeminata - e per questo ho deciso di gettare la maschera.
Sono gay da sempre. Ho avuto questa casa dal Comune vent'anni fa grazie a un
assessore omosessuale, su suggerimento del sindaco transessuale. L'ho
ristrutturata su progetto di un architetto feticista. E ho deciso di raccontare
queste cose a te perche' sei un notissimo busone, altrimenti non saresti venuto
ad abitare a Bologna".
- Dunque per tutti questi anni, tu hai mentito...
"Si', ho mentito. E non sai quanto mi e' costato fingere. Il mio modello
artistico e' sempre stato Mirelle Mathieu, ma nonostante i miei sforzi mi sono
subito reso conto che non sarei mai riuscito ad assomigliarle..."
- Ma tu sei un omosessuale di cultura, come ti spieghi che proprio Bologna
sia diventata la capitale di noi pervertiti?
"So dirti che, nell'antichita', la citta' si chiamava Bologno. Ma attraverso i
secoli la sodomia divento' una pratica cosi' diffusa da portare al cambiamento
di nome. Fu il dottor Ballanzone, un noto travestito locale, a dare il colpo di
grazia al buon nome della citta' inventando il tortellino, erroneamente
considerato l'immagine dell'ombelico femminile: in realta', se osservato
attentamente, si vede benissimo che e' un ombelico maschile".
- Hai altri pesi di cui liberarti? Approfittane...
"Anche se temo moltissimo il giudizio di Berselli non posso continuare a tenermi
dentro quest'altro, terribile segreto: sono anche ebreo. Guccini viene dallo
yiddish Guk-shahn, che vuol dire 'ubriacone depravato'. Ecco, ora ti ho detto
tutto".
Guccini si e' sfogato. Quello che mi saluta dall'uscio di casa e' un uomo nuovo,
diverso: come direbbe il cardinale Oddi, "c'e' un tempo per sbagliare e uno per
rimediare". Vedendolo rasserenato, gli stringo la mano accorgendomi che e' anche
negro e lo invito a riflettere sulla generosita' della vita: "Sarai anche
omosessuale, ebreo e negro. Ma, rispetto a me, hai almeno la fortuna di non
essere comunista".
Mi avvio lungo il viale alberato. Dalle finestre chiuse, escono soffocati ma
inequivocabili i rantoli e i gemiti delle coppie irregolari.
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